A 11 minuti prima del triplice fischio dell’ arbitro, l’ Ancona era in Prima Divisione e sugli spalti i tifosi romagnoli erano intenti a festeggiare la salvezza del Rimini. Ma ci ha pensato Mastronunzio a rovinare la festa e mandare in visibilio i 3000 cuori dorici arrivati al “Neri” muniti di tanta speranza.

Contro tutti i pronostici, considerato anche il risultato al “Conero” dove il Rimini era riuscito a strappare un pareggio, l’ Ancona resta in Serie B e condanna i romagnoli ad un’ inaspettata quanto pesante retrocessione. In campionato ha fatto meglio il Rimini, più continuo e più quadrato tatticamente, ma si sa che dalla lotteria play-out può uscire qualunque risultato. La squadra di casa poteva contare su 2 risultati utili su 3, vittoria e pareggio, ma è stato questo lo stimolo in più che ha fatto si che i marchigiani spingessero alla ricerca del gol del successo per quasi tutta la partita. Parte forte l’ Ancona che crea 3 azioni-gol nei primi 20 minuti di gioco. Nel finale del primo tempo, Milone atterra Mastronunzio lanciato a rete, ma l’ arbitro decide solo per un’ ammonizione. Ripresa più equilibrata, ma l’ Ancona gioca meglio e ci crede. Al 79′, dopo un batti e ribatti in area, Mastronunzio si avventa sulla palla scaraventandola in rete senza troppe indecisioni; è la bolgia tra i tifosi ospiti giunti in massa al “Neri”, il pubblico casalingo cade in un silenzio assordante, quasi consapevole ed arrendevole al suo destino.

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